L’assessore Cani: «La nautica settore strategico per lo sviluppo della Sardegna»

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Il comparto della nautica in Sardegna guarda con attenzione all’innovazione e ai mercati internazionali e per farlo ha necessità del supporto della Regione, attraverso investimenti mirati e piani di sviluppo coordinati tra i vari assessorati. Quello dell’industria, guidato da Emanuele Cani, riveste, quindi, un ruolo di primissimo piano per programmare gli investimenti strategici dedicati al comparto, tenendo conto che le prospettive di crescita sono potenzialmente molto forti. «La Giunta regionale guidata dalla presidente Alessandra Todde – afferma l’assessore regionale all’industria Emanuele Cani – ha voluto attribuire alla nautica un ruolo prioritario per lo sviluppo economico della Sardegna fin dal proprio insediamento. E da subito, nel ruolo che mi compete, ho guardato con particolare interesse al settore della nautica legato alla produzione industriale, ovvero la produzione di imbarcazioni. Tra le attività industriali presenti in Sardegna, la nautica è senza dubbio da enumerare tra quelle con maggiori potenzialità di sviluppo, ma per fare industria all’avanguardia devono coesistere diversi elementi di base. Innanzi tutto, è necessario infrastrutturare i territori, in particolare porti e aree industriali. Come Regione, abbiamo destinato risorse cospicue in questa direzione. In secondo luogo, è indispensabile sostenere le imprese che hanno minore capacità di investimento mediante l’avvio di misure che offrano contributi, anche a fondo perduto. Un terzo tema sul quale stiamo lavorando è la formazione, sia professionale, affinché l’industria sarda possa disporre di tutte le professionalità necessarie alla filiera produttiva, sia universitaria, mediante l’attivazione di intese con gli atenei sardi e al fine di connettere maggiormente il sistema universitario regionale con le esigenze dei territori. Il nostro obiettivo è infatti quello di sviluppare una filiera produttiva completa, che consenta di fornire al consumatore il prodotto finito in tutta la sua interezza».

In questi giorni si tiene la Fiera nautica a Porto Rotondo. È un’occasione per aprire a nuovi mercati e consolidare anche quelli esistenti?

«La fiera Nautica rappresenta per l’Isola una grande opportunità per far conoscere le realtà produttive del settore presenti in Sardegna. Oggi non è più sufficiente portare la Sardegna nel mondo attraverso le fiere, cosa che la Regione e l’assessorato dell’Industria fanno da tempo, ma è giunto il momento di far arrivare il mondo a casa nostra per promuovere le nostre aziende che producono prodotti di altissima qualità».

Quali incentivi creditizi specifici sono in fase di pianificazione per supportare sia le grandi aziende che le piccole e medie imprese operanti in questo comparto?

«Un intervento da segnalare, gestito dal Centro Regionale di Programmazione e coordinato dal vice presidente della Regione e assessore della Programmazione Giuseppe Meloni, è quello che consiste in un contratto di sviluppo per una pezzatura di investimento che va dai 3 ai 25 milioni di euro. Si tratta di uno strumento interessante che può andare incontro a imprese del segmento medio-alto. Sono in fase di valutazione anche ulteriori interventi e strumenti finanziari che possano soddisfare le esigenze economiche di imprese medio-piccole del settore».

In che modo la Regione sta programmando le infrastrutture industriali dedicate alla nautica? Esiste un piano di sviluppo coordinato?

«È evidente che oggi quando si parla di nautica si parla prevalentemente di Olbia e Arbatax, con alcune ipotesi di sviluppo anche in altri porti della Sardegna. Attualmente non esiste un piano di sviluppo coordinato, ma è intendimento della Regione programmare le attività industriali a livello regionale mettendo a sistema tutte le aree industriali e mettendo a disposizione del settore nautico non solo le aree in prossimità di porti industriali ma anche tutto il sistema produttivo sardo, che può offrire nell’ambito di una gestione di filiera numerose opportunità a tutta l’Isola». Quali sinergie si stanno sviluppando tra il settore nautico e quello energetico, specialmente nell’ottica della Green Economy e della transizione verso imbarcazioni più sostenibili?

«Per la Regione è molto importante monitorare in maniera puntuale quelli che possono essere gli sviluppi dal punto di vista energetico relativi alla nautica, su due fronti. Uno riguarda le produzioni, su cui la Regione metterà in campo in tempi rapidi delle attività per l’infrastrutturazione energetica delle aziende, con bandi dedicati alla transizione alle fonti rinnovabili. L’altro riguarda lo sviluppo nell’alimentazione delle imbarcazioni, soprattutto nel settore elettrico ma anche dell’idrogeno». Come diceva prima, la formazione professionale è un aspetto cruciale per la competitività del settore nautico.

Quali iniziative formative specifiche sono state avviate o sono previste per creare professionalità specializzate nel comparto?

«Fin dall’inizio delle attività di questa Giunta, l’assessorato dell’Industria ha creato una fortissima sinergia con l’assessorato del Lavoro, che è competente in materia di formazione, per calibrare dei piani formativi rivolti a tutti i settori industriali, tra cui la nautica. È necessario mettere a disposizione delle risorse, cosa che la Regione sta già facendo, per andare a soddisfare quelle che sono le esigenze formative. Su questo c’è un lavoro di collaborazione generale che parte dalla formazione apicale. Il fatto che l’Università di Cagliari abbia deciso di aprire a Olbia un corso di laurea in ingegneria navale ne è un esempio. Puntiamo a una formazione a 360 gradi, da quella base a quella universitaria».

Considerando la stagionalità del settore nautico in Sardegna, quali strategie state attuando per favorire una maggiore continuità produttiva e occupazionale durante tutto l’anno?

«Le attività di produzione industriale nel settore nautico ambiscono a soddisfare il mercato internazionale e non solo il mercato interno stagionale. Pertanto è auspicabile e necessario che le imprese sarde, come in qualche caso già avviene, abbiano una continuità produttiva e occupazionale che soddisfi la domanda globale durante tutto l’arco dell’anno».

Il Cipnes ha sviluppato il progetto dell’hub dell’innovazione, che avrà un forte impatto sullo sviluppo tecnologico e produttivo del territorio. Quanto è importante questo progetto e quali altri interventi con le stesse caratteristiche possono essere avviati con il supporto della Regione?

«Come Regione Sardegna abbiamo pensato, nell’ambito della programmazione dei fondi di sviluppo e coesione, a un intervento strutturale che riguarda tutti gli otto consorzi industriali sardi. Per quanto riguarda il Cipnes, per noi è stato importante valorizzare il progetto dell’Hub dell’innovazione perché riteniamo che l’attività di ricerca e trasferimento tecnologico rappresenti la missione stessa dei consorzi industriali, ovvero offrire consulenza alle imprese e diventare dei veri e propri propulsori dal punto di vista industriale per le imprese del territorio. Già questa edizione ha raggiunto uno standard elevatissimo sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. È una vetrina molto prestigiosa di incontro e confronto per le nostre imprese, che attraverso l’interazione con altri soggetti del settore possono crescere e sviluppare le proprie attività. L’obiettivo per la Regione è che la Fiera Nautica di Sardegna si consolidi sempre maggiormente come evento di riferimento non solo a livello regionale e nazionale ma anche internazionale».



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