Transizione green nella nautica da diporto: prorogato al 10 giugno il termine per accedere agli incentivi per la sostituzione dei motori endotermici con propulsori elettrici

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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficializzato, con il decreto direttoriale dell’8 maggio 2025 firmato dal Direttore generale per gli incentivi alle imprese, Giuseppe Bronzino, una proroga di 30 giorni per la presentazione delle domande relative agli incentivi per la riconversione ecologica della nautica da diporto. Le istanze potranno ora essere presentate entro le ore 12:00 del 10 giugno 2025.

La misura, introdotta dall’articolo 13 della legge n. 206 del 27 dicembre 2023, mira a sostenere l’acquisto di propulsori elettrici in sostituzione di motori endotermici, nell’ambito di una strategia più ampia di decarbonizzazione del comparto marittimo ricreativo. La proroga arriva su richiesta di Confindustria Nautica, con l’obiettivo di agevolare un più ampio accesso da parte degli operatori del settore e dei diportisti privati.

Contrariamente a quanto riportato da alcune fonti giornalistiche, la misura è aperta sia ai proprietari di imbarcazioni immatricolate (inclusi i natanti volontariamente registrati), sia ai possessori di natanti non immatricolati. Ciò garantisce una platea ampia di potenziali beneficiari, ampliando di fatto la penetrazione degli incentivi nel mercato nautico nazionale.

L’agevolazione, erogata sotto forma di contributo a fondo perduto, è finalizzata alla rottamazione dei motori endotermici e alla contestuale installazione di propulsori elettrici o ibridi a prevalenza elettrica. Le caratteristiche tecniche minime dei nuovi impianti devono garantire una significativa riduzione dell’impatto ambientale, coerente con i parametri fissati a livello europeo per la transizione energetica nel settore marittimo.

Questa misura rappresenta un importante segnale in favore della modernizzazione della flotta da diporto e potrebbe generare ricadute positive per l’intera filiera industriale: dalla cantieristica alla componentistica, fino ai servizi di retrofit e installazione. Si tratta di un’opportunità che, se ben sfruttata, potrà sostenere l’innovazione tecnologica delle imprese italiane del comparto e rafforzare la leadership del Made in Italy nautico anche nel campo della sostenibilità.

Secondo le stime preliminari di Confindustria Nautica, la domanda potenziale riguarda decine di migliaia di unità, con un impatto positivo sia in termini ambientali che occupazionali, grazie all’attivazione di nuovi segmenti di mercato legati alla conversione elettrica e alla manutenzione post-installazione.

La proroga concessa rappresenta un importante correttivo temporale, ma anche un segnale politico chiaro: la transizione ecologica nella nautica non è più un’opzione, ma un percorso da intraprendere con strumenti efficaci e inclusivi. La sfida sarà ora quella di garantire una piena informazione agli operatori e di accompagnare il processo con misure strutturali, capaci di consolidare un ecosistema produttivo allineato agli obiettivi del Green Deal europeo.



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