Festival dell’Economia di Trento: focus su imprenditoria femminile tra ostacoli, strumenti e futuro

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito
Abruzzo
Agevolazioni
Agrigento
Alessandria
Ancona
Aosta
Arezzo
Ascoli-Piceno
Aste L'Aquila
Asti
Avellino
Bari
Barletta-Andria-Trani
Basilicata
Belluno
Benevento
Bergamo
Biella
Bologna
Bolzano
Brescia
Brindisi
Cagliari
Calabria
Caltanissetta
Campania
Campobasso
Caserta
Catania
Catanzaro
Chieti
Como
Cremona
Crotone
Cuneo
Emilia-Romagna
Enna
Ferrara
Firenze
Foggia
Forli-Cesena
Friuli-Venezia Giulia
frosinone
Genova
Gorizia
Grosseto
Imperia
Isernia
Italia
La-Spezia
Latina
Lazio
Lecce
Lecco
Liguria
Livorno
Lodi
Lombardia
Lucca
Macerata
Mantova
Marche
Massa-Carrara
Matera
Messina
Milano
Modena
Molise
Monza-Brianza
Napoli
Novara
Nuoro
Olbia Tempio
Oristano
Padova
Palermo
Parma
Pavia
Perugia
Pesaro-Urbino
Pescara
Piacenza
Piemonte
Pisa
Pistoia
Pordenone
Potenza
Prato
Puglia
Ragusa
Ravenna
Reggio-Calabria
Reggio-Emilia
Rieti
Rimini
Roma
Rovigo
Salerno
Sardegna
Sassari
Savona
Sicilia
Siena
Siracusa
Sondrio
Sud sardegna
Taranto
Teramo
Terni
Torino
Toscana
Trapani
Trentino-Alto Adige
Trento
Treviso
Trieste
Udine
Umbria
Valle d'Aosta
Varese
Veneto
Venezia
Verbania
Vercelli
Verona
Vibo-Valentia
Vicenza
Viterbo


64

“Genere e impresa: costruire la leadership del futuro” è il titolo dell’incontro tenutosi oggi al Festival dell’Economia di Trento, nell’ambito del ciclo “Economie dei territori”. Un confronto aperto su come sostenere concretamente l’imprenditoria femminile, superando barriere strutturali e culturali ancora molto presenti.

Sul palco, esponenti del mondo istituzionale ed economico: Valentina Cardinali, ricercatrice INAPP, Marilena Guerra, presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità, Graziano Rigotti, presidente di Confidi Trentino Imprese, Stefania Terlizzi, direttrice generale dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento. A moderare, Mara Rinner, vicepresidente della Commissione Pari Opportunità.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come l’avvio di un’impresa non possa essere visto come una scorciatoia per aumentare il tasso di occupazione femminile. In Italia, le imprese guidate da donne sono circa 1,3 milioni (il 22% del totale), con oltre 4,5 milioni di occupati e un fatturato complessivo di 400 miliardi di euro. Tuttavia, si tratta in gran parte di microimprese, attive soprattutto nei settori meno remunerativi, come i servizi alla persona o il commercio, spesso avviate da giovani attratte dagli incentivi, ma con scarsa preparazione imprenditoriale.

«Parlare di imprenditorialità come risposta al gender gap può essere fuorviante se non accompagnato da politiche mirate»  ha sottolineato Valentina Cardinali. «Servono orientamento, consapevolezza e una lettura attenta dei fabbisogni del territorio. Solo così le politiche pubbliche potranno essere realmente efficaci.»

Nel contesto trentino, le imprese femminili rappresentano solo il 18,6% del totale, con un’incidenza occupazionale dell’11,26%. Le criticità non mancano: accesso al credito limitato da pregiudizi, scarsa presenza nei settori ad alta produttività, sottoutilizzo degli strumenti di supporto.

«Il progetto Co-Manager, che permette la sostituzione temporanea della titolare in caso di esigenze familiari, è stato utilizzato solo nove volte nel 2024, a fronte di 8.600 imprese femminili attive in provincia»  ha fatto notare Marilena Guerra. Secondo Stefania Terlizzi, molte giovani donne mostrano interesse per l’impresa, ma senza un’adeguata consapevolezza di cosa significhi davvero essere imprenditrici.

«Serve un’educazione già a partire dalla scuola, accompagnata da politiche attive che trasformino le idee in imprese solide. E serve un cambiamento culturale più ampio: oggi le donne dedicano al lavoro di cura il triplo del tempo degli uomini. Questo impatta sulla possibilità di lavorare, di fare impresa, ma anche sul reddito e sulla pensione futura.»
Un esempio? Il tema dei congedi parentali, dove, sottolinea Terlizzi  «l’obiettivo non è favorire l’abbandono del lavoro da parte della madre, ma consentirle di restare, condividendo i carichi familiari anche con il padre».

A portare un messaggio concreto è stato Graziano Rigotti, presidente di Confidi Trentino Imprese, che ha illustrato l’iniziativa congiunta con la Provincia a sostegno dell’imprenditoria femminile:

«Abbiamo attivato un fondo da 500 mila euro per agevolare l’accesso al credito delle nuove imprese al femminile. Finora abbiamo erogato 370 mila euro, ma ci sono ancora risorse disponibili. Oggi oltre 1.500 imprese associate a Confidi sono guidate da donne.»

Il confronto ha dunque ribadito l’urgenza di una strategia integrata: finanziamenti mirati, formazione, servizi di conciliazione e un cambiamento culturale che riconosca davvero il ruolo delle donne nell’economia. Solo così si potrà costruire una leadership femminile diffusa, capace di innovare, crescere e guidare i territori.

65



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link