Scuola e impresa, un’alleanza per il futuro

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Scuola e imprese: talenti da formare Nella foto: Giuseppe Valditara [
Daniele Paternoster Daniele Paternoster – Archivio Ufficio Stampa PAT]

Il punto di partenza è chiaro: il divario tra sistema formativo e mondo del lavoro è ancora troppo ampio. Le imprese segnalano da tempo difficoltà nel reperire profili tecnici specializzati, mentre molti giovani faticano a trovare sbocchi occupazionali coerenti con i propri percorsi di studio. Un paradosso che, se non affrontato, rischia di compromettere la competitività del Paese. “L’innovazione non aspetta – ha ricordato Fabrizio Palermo, amministratore delegato di ACEA – e le aziende hanno bisogno di giovani pronti, competenti, capaci di affrontare con flessibilità e spirito critico le trasformazioni tecnologiche in atto. Per formarli serve un patto educativo forte e duraturo tra scuola, università e impresa”.

A questo scenario cerca di rispondere la riforma dell’istruzione tecnica e professionale, al centro dell’intervento del Ministro Giuseppe Valditara. Il cuore della proposta è il modello “4+2”, che prevede quattro anni di istruzione secondaria tecnica o professionale seguiti da due anni di alta specializzazione presso gli ITS Academy, fortemente integrati con il tessuto produttivo. Un approccio più moderno e innovativo dei pur efficaci sistemi duali nordeuropei. “Con questo modello – ha spiegato Valditara – vogliamo costruire una filiera formativa solida, moderna e coerente con le richieste del mercato, che consenta ai giovani di inserirsi rapidamente in ruoli qualificati e ben retribuiti, contribuendo al tempo stesso alla competitività delle imprese”. I primi risultati sembrano incoraggianti: negli ultimi due anni, gli ITS hanno raddoppiato il numero di corsi e iscritti
A breve stanzieremo ulteriori 266 milioni di euro per potenziare i laboratori. Un investimento che punta a trasformare questi percorsi in veri e propri hub di innovazione applicata.

Nel dibattito si è inserito anche il tema della sostenibilità, che richiede nuove competenze e mentalità. Palermo ha portato l’esempio del Nuovo Peschiera, un’opera infrastrutturale da 1,5 miliardi di euro che punta a rinnovare l’approvvigionamento idrico di Roma e del Lazio. Un progetto d’avanguardia che coniuga efficienza, digitalizzazione e attenzione ambientale. “Solo il 20% dell’acqua captata arriva oggi effettivamente ai rubinetti – ha spiegato l’AD di ACEA –. È urgente ripensare la gestione della rete idrica, e per farlo abbiamo bisogno di giovani formati in ambiti come l’intelligenza artificiale, la sensoristica, la robotica. Anche le infrastrutture diventano così occasioni di apprendimento e sviluppo professionale”.

Nel suo intervento, Valditara ha posto anche l’accento su una visione “costituzionale” della scuola, che pone la persona al centro e valorizza ogni tipo di intelligenza, superando il modello piramidale di impostazione gentiliana che privilegia il concetto di talento inteso in senso elitario. Il Ministro ha sottolineato l’importanza di riconoscere pari dignità ai percorsi tecnici e professionali, di rilanciare il ruolo dei docenti, e di ridefinire il concetto di merito: non come selezione elitaria, ma come espressione piena delle potenzialità di ciascun giovane, nella valorizzazione delle sue potenzialità chiedendo in cambio il suo impegno. Emblematica della proiezione internazionale del nuovo paradigma educativo è l’apertura, annunciata da Valditara, del primo percorso “4+2” all’estero, presso la scuola “Don Bosco” al Cairo, un percorso professionalizzante per tecnici, che segue la riforma Valditara. Un segnale della volontà di esportare un modello educativo italiano in grado di dialogare con il mondo e rafforzare la diplomazia della conoscenza. Solo attraverso una co-progettazione tra scuola e impresa, una formazione continua e una maggiore integrazione con il territorio, sarà possibile offrire ai giovani strumenti reali per affrontare un mondo in rapida trasformazione. Il futuro passa da un’alleanza consapevole tra chi forma e chi produce. Solo così, come è emerso chiaramente dal palco del Festival, i talenti potranno essere davvero formati, riconosciuti e messi al centro dello sviluppo del Paese.



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